Sicuramente ti sarai scontrato con la latenza, quel fastidioso problema che in fase di registrazione digitale fa impazzire anche i musicisti più pacati.

Oggi vediamo insieme che cosa la causa e come possiamo fare per abbassarla.

Che cos’è la latenza?

In parole molto semplici, si tratta di un ritardo tra quello che canti/suoni e quello che ti torna indietro nelle cuffie o nei monitor.

È quindi una specie di eco, di delay che può essere quasi impercettibile oppure rendere impossibile la tua performance o quella degli artisti che stai registrando (mi è successo quando registravo DM Dave e i suoi assoli mistici).

La latenza è un problema che deriva dalla elaborazione digitale dei segnali: in un mondo completamente analogico, per esempio se entri in un mixer analogico che è anche la sorgente dei tuoi ascolti, questo problema non esiste (almeno credo! Fammi sapere se mi sbaglio 🙂 ).

Cosa causa la latenza?

In una normale catena di registrazione in digitale, dopo la sorgente che acquisisce il segnale (un microfono o una DI, anche quella contenuta nella tua scheda audio) e lo stadio di preamplificazione, troviamo un convertitore da segnale analogico a segnale digitale (AD oppure ADC: analog to digital converter).

Questo traduce l’impulso elettrico in una sequenza di dati comprensibile dal computer, ma siamo ancora all’interno della scheda audio. A seconda della modalità con cui questa è connessa al computer (puoi fare riferimento al mio post sulle schede audio), il trasferimento dei dati digitali alla CPU del tuo computer può essere più o meno rapido.

Dentro il computer il segnale viene elaborato nella tua DAW secondo la catena di effetti che hai applicato, ognuno dei quali impiega un tempo dipendente dal lavoro che deve eseguire.

Quando la tua DAW ha terminato l’elaborazione, il computer rispedisce indietro il segnale elaborato, attraverso la stessa connessione di prima, alla scheda audio; qui c’è un nuovo stadio di conversione, stavolta da digitale ad analogico (DA o DAC: digital to analog converter), prima che il segnale esca verso le tue cuffie o monitor. Questo segnale ritorna al tuo sistema di ascolto con un ritardo (roundtrip latency) che è la somma di tutti i ritardi accumulati dall’acquisizione alla restituzione dello stesso.

Riassumendo, questi sono i passaggi critici che creano latenza:

  • latenza dopo l’acquisizione per via della conversione AD;
  • latenza di trasferimento dalla scheda al computer a seconda del tipo di connessione;
  • latenza di elaborazione indotta dal processing nella DAW;
  • latenza di trasferimento dal computer alla scheda a seconda del tipo di connessione;
  • latenza creata dalla conversione DA.

La prima e l’ultima voce di questo elenco possono essere più o meno trascurabili, mentre la seconda, la terza e la quarta rappresentano forse la fonte principale di problemi.

Proviamo a limitare i problemi di latenza

Cosa può fare dunque un povero sound engineer per cercare di risolvere questi problemi?

I driver

Anzitutto accertati sempre di star utilizzando i driver adatti per la tua scheda audio. Se usi Mac probabilmente non ce ne sono e viene usato Core Audio (che è il sistema di default delle macchine Apple); su Windows invece è vitale che tu installi i driver forniti dal produttore della scheda audio, oppure che tu usi una soluzione come ASIO4ALL. Ti lascio il link a un articolo di Sweetwater che ne parla più approfonditamente: https://www.sweetwater.com/sweetcare/articles/installing-and-using-asio4all-for-windows

Il buffer

Un passo successivo è quello di abbassare il valore del buffer, ossia di quel sottocuoco virtuale che porta gli ingredienti da cuocere allo chef rappresentato dalla tua CPU (non ho idea di come funzioni la cucina di un ristorante).

Meno ingredienti vengono portati in una volta (più il buffer è basso), più spesso il sottocuoco dovrà fare viaggi per portarne di nuovi, causando un lavoro più continuativo dello chef. Tuttavia il sottocuoco avrà piatti più leggeri da trasportare, e quindi l’elaborazione dei singoli ingredienti sarà più veloce.

Questa metafora fa schifo. Scusami XD.

Il concetto è che il buffer basso fa lavorare di più la CPU, ma permette di avere un flusso più rapido di sample elaborati e pronti da rispedire al DA della scheda audio. Quando registri, tieni il buffer più basso che il tuo computer ti permette senza inchiodarsi.

Agire su plugin e tracce

Altre opzioni, che possono risolvere i ritardi dovuti all’elaborazione nella DAW, sono quelle di fare un bounce o freeze (congelamento) di alcune tracce che pesano molto sull’elaborazione, ad esempio quelle su cui hai strumenti virtuali o plugin “temporalmente” molto onerosi (certi limiter, delay, riverberi…).

Ti consiglio anche spegnere i plugin che non ti servono durante la registrazione, anche se è difficile farlo quando magari stai registrando una correzione dopo aver già cominciato il processo di mixaggio per il quale li avevi accesi; infatti andresti a sentire un risultato diverso da quello al quale ti eri abituato avendo già cominciato a mixare.

Opzioni della DAW

Logic Pro X (di cui è appena uscita la versione 10.6) ha una opzione chiamata Low latency mode che permette di spegnere automaticamente alcuni tipi di processing che inducono troppa latenza. Usala quando stai registrando, è fondamentale!

Il pulsante che attiva il low latency mode in Logic Pro X
Il pulsante che attiva il low latency mode in Logic Pro X

Sono sicuro che anche la tua DAW abbia qualche sistema simile per aiutarti in fase di registrazione: scrivimelo nei commenti!

Direct monitoring e schede con DSP on board

Se la tua scheda audio ti permette di effettuare l’ascolto diretto di ciò che stai registrando (direct monitoring) sei quasi a cavallo, perché questo azzera la roundtrip latency: infatti stai ascoltando il segnale appena acquisito senza che venga processato dalla CPU del computer.

Tuttavia ho detto QUASI a cavallo: infatti non avrai a disposizione il processing della tua DAW quando usi il direct monitoring. Se il processing è assolutamente necessario (per esempio se un cantante ha bisogno di riverbero o delay) devi scegliere se affrontare il rischio di avere un po’ di latenza o se aprire il portafoglio e comprare una scheda audio dotata di processori audio integrati (DSP: digital signal processor), che permette di applicare effetti alle tracce anche in direct monitoring e quindi a latenza zero.

Riassumiamo

La latenza è un ritardo, uno scarto temporale tra l’acquisizione del segnale e il ritorno del segnale elaborato alla tua sorgente di ascolto. È inevitabile nel mondo digitale. Puoi fare qualcosa per abbassarla ma non puoi eliminarla del tutto.

Abbiamo visto alcune possibili soluzioni, dall’uso dei driver appropriati al bounce, freeze e la scelta di schede con DSP on board, passando per il nodo fondamentale del buffer.

Se ti sei già scontrato con il problema della latenza e conosci altri modi per aggirarla, o se qualche tecnica qui elencata ti ha salvato una session, lasciami un commento!

Categorie: EssenzialiTecniche