A volte hai bisogno di dare una spinta ai tuoi ritornelli. Quelle due voci che ti fanno da accompagnamento proprio non funzionano!

Se ti trovi in questa situazione, ti voglio far vedere come ho lavorato, con pochissimo sforzo, per avere dei bei cori quasi come quelli che si sentono ai concerti.

Se hai già tante tracce registrate in tanti posti da tante persone…

Sei a cavallo se hai la possibilità di ricevere delle registrazioni, decenti, dai tuoi amici. Ti racconto come è andato uno dei miei ultimi mix.

La settimana scorsa ti ho parlato di una compilation tributo ai KISS realizzata per raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro.

Per quella compilation ho mixato quattro pezzi, tra cui la cover di “Rock and roll all nite”, realizzata come collaborazione tra vari artisti italiani.

Chiaramente le persone che hanno registrato le voci per questo brano non si sono potute incontrare in studio per fare i cori, vuoi per il COVID vuoi per la distanza.

Io ho ricevuto molte (MOLTE) tracce vocali, registrate negli ambienti più disparati, alcune con effetti sopra e altre pulite. Come fare per renderle più uniformi possibile, particolarmente nella sezione del ritornello?

Anzitutto mi sono occupato di controllare i livelli di quelle sezioni (anche delle strofe, ovviamente!), in maniera che nessuna voce spiccasse rispetto alle altre. Leggiti il mio articolo sul gain staging!

Fatto questo, ho ripulito la maggior parte delle sbavature naturali delle voci (respiri, schiocchi di lingua) e ho tagliato via tutti i suoni che non fossero esclusivamente parte cantata.

Sfasamenti temporali

Avrai presente la sensazione di essere a un concerto: a parte i due o tre fanatici che ti urlano nell’orecchio, il suono che senti ha poca definizione e molto corpo, e gli ingressi e le uscite delle singole voci non sono all’unisono.

Con questo in mente, non ho allineato temporalmente le voci: questo aiuta molto a dare l’idea di stare ascoltando più persone che cantano di cuore tutte insieme. I plugin di chorus giocano molto proprio su questo aspetto, oltre alla tonalità delle varie voci.

Se ci sono punti dove senti consonanti che collidono eccessivamente (in particole le s sono fastidiosissime), ti consiglio di tagliarli: se non lo fai, si sentiranno davvero tanto nel mix finale, specialmente se applicherai più stadi di compressione.

Puoi per esempio fare un fade-out sulle voci che finiscono la frase troppo dopo le altre: io lo ho fatto con un paio di voci del ritornello, che prolungavano “nite” rispetto alle altre.

Voci nello spazio

Per dare un senso di spazialità al ritornello, ho sfruttato il panning, spostando molte voci ai lati dello spazio virtuale, disponendole a ventaglio. Prova anche tu a distribuire le voci in più punti, ad esempio al 15%, al 30%, al 50%, al 75% e al 100%, sia a destra che a sinistra.

È un lavoro di gruppo

Ho poi creato un gruppo al quale ho inviato tutte queste voci: su questo ho applicato un filtro passa alto per levare tutte le frequenze basse che si andavano a sommare e un filtro passa basso molto leggero per attenuare tutte le frequenze che rendevano il suono troppo presente.

Prima ti ho detto che un coro del pubblico ha di solito poca chiarezza e definizione: tagliare le frequenze più alte serve appunto a replicare questo tipo di effetto. Occhio però a non tagliare troppo, sennò non si capisce più che cosa stanno cantando!

Sullo stesso gruppo ho inserito un compressore che lavora molto aggressivamente, per controllare quei transienti che facevano risaltare troppo alcune voci rispetto ad altre e tirare invece su il corpo medio del gruppo.

Infine ho inviato tutto a un riverbero molto ampio, che mi ha aiutato a portare tutte le voci nello stesso spazio virtuale. Questo post ti può aiutare a scegliere tra l’uso in send o in insert del riverbero.

Se sei da solo…

Mettiamo che ti trovi invece da solo a cantare, o in due (come è capitato a me nel mio ultimo progetto): non duplicare semplicemente la traccia vocale più volte! Rischi di non ottenere quella ampiezza che stai cercando. Ecco invece che cosa puoi fare.

Magari ti sentirai scemo/scema, ma prova a registrare almeno una dozzina di voci con tonalità, intensità e volumi differenti. Funziona tutto: la voce alla Lemmy, la voce epica, la voce da bambina, la voce da matto del villaggio.

Quando registri, portati ogni volta in posizioni differenti rispetto al microfono, o tienilo orientato diversamente. Io ho registrato alcune take con il microfono di traverso rispetto alla voce, puntato verso il soffitto, a 270° rispetto a me, girato verso il pavimento…

Questo ti permette di far raccogliere al microfono riflessioni differenti del suono, oltre a colorare diversamente la registrazione principale visto che ti trovi fuori asse rispetto alla capsula (per i microfoni non omnidirezionali).

Una volta registrate queste tracce, trattale come ti ho mostrato sopra, e vedrai che ti troverai, con poco sforzo, ad avere un effetto molto divertente e abbastanza realistico.

Provaci!

In rete trovo validi suggerimenti sull’uso del vocoder per ottenere un effetto stadio a partire da una voce sola. Tuttavia, credo che avere più tracce di voci vere sia una risorsa eccellente per aumentare il senso di realismo dei tuoi cori.

Hai già provato qualcuno di questi metodi? Lasciami un commento qua sotto e raccontami com’è andata!

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