Lo Shure SM58 è forse il microfono più conosciuto al mondo: con una storia di oltre 50 anni alle spalle, insieme al suo fratello (quasi) gemello SM57 ha definito l’aspetto e il suono di palchi e spesso di registrazioni.

Microfoni dinamici dal costo tutto sommato contenuto come il 57 e il 58 (ma anche il Sennheiser e835 e simili) sono inoltre un’arma utilissima per combattere le avversità fronteggiate da chi lavora in stanze prive di trattamento acustico professionale.

Vorrei leggere con voi la scheda tecnica dell’SM58 per parlare di alcune caratteristiche che magari non sono chiare a chi si avvicina al mondo dello home recording: una volta che saprete come leggere le sue specifiche sarete anche in grado di confrontarle con quelle riportate nelle schede tecniche di altri microfoni.

La scheda tecnica dello Shure SM58

A questo link trovate la scheda ufficiale di Shure: https://pubs.shure.com/guide/SM58/it-IT

Nel paragrafo “Specifiche tecniche” trovate quasi tutto quello di cui avete bisogno per capire un microfono, eccetto forse un test di ripresa audio (ma su Thomann.de potete sentire l’SM58 e molti altri microfoni in azione).

Tipo di microfono

Anzitutto si parla di microfono dinamico: questo si riferisce al principio di funzionamento del microfono. Le tre categorie nelle quali vi imbatterete più spesso sono appunto dinamico, a condensatore e a nastro.

Lungi da me fare il solito discorso sulla differenza di funzionamento tra i vari tipi di microfoni, ma se dovessi darvi tre proprio tre indicazioni sarebbero queste:

  • un microfono dinamico non ha bisogno di alimentazione phantom/48V, diversamente da quelli a condensatore;
  • un microfono dinamico sopporta normalmente pressioni sonore maggiori di quelli a condensatore o a nastro;
  • puoi maltrattare un microfono dinamico e non andare in rosso in banca, cosa che non puoi fare né con molti microfoni a condensatore né con quelli a nastro.

La lista è incompleta a livelli vergognosi, da denuncia all’ordine dei tecnici audio. Che però non esiste.

Risposta in frequenza

Proseguendo troviamo la risposta in frequenza, che indica il range di frequenze che il microfono è in grado di captare, da leggere insieme al grafico riportato più avanti nella scheda. Shure indica l’SM58 come ideale per la voce, e la fascia 50 – 15.000 Hz copre ampiamente questo scopo: la voce umana si attesta su una “finestra” di frequenze ben più stretta, il che fa capire perché l’SM58 venga tranquillamente usato anche su altro.

Tuttavia se avete bisogno di riprendere strumenti più caratterizzati da basse (come una cassa o un ampli da basso) o alte frequenze (per esempio dei violini) probabilmente avrete risultati migliori con microfoni con una risposta in frequenza più ampia dell’SM58 in una delle due direzioni.

Diagramma polare

La voce diagramma polare (che per questo microfono è cardioide) indica, in estrema sintesi, la direzionalità del microfono: ogni frequenza verrà captata più o meno intensamente a seconda del punto di emissione rispetto alla capsula del microfono. Un diagramma polare cardioide indica una forte reattività a ciò che sta di fronte al microfono e la capacità di respingere ciò che si trova ai lati o dietro alla capsula del microfono stesso.

Diagrammi polari comuni oltre a cardioide sono figura a otto o bidirezionale (la capsula riprende in maniera uguale da davanti e da dietro) e omnidirezionale (la capsula offre una ripresa a 360°). Un microfono cardioide dovrebbe essere sufficiente per un uso tipico di ripresa diretta e ravvicinata di una voce o di uno strumento.

Sensibilità

Sorvolo un attimo sull’impedenza per passare alla sensibilità: questo dato indica l’output elettrico del microfono (prima del preamplificatore della vostra scheda) in risposta a un input conosciuto (di -94 dB SPL). Un microfono più sensibile capta più facilmente suoni molto tenui e fornisce un output elettrico maggiore.

L’output può essere indicato in dBV (decibel relativi a 1 Volt) o in mV (millivolt): potete usare questo convertitore per confrontare dati forniti in unità di misure differenti.

Un microfono a condensatore è più sensibile di uno dinamico: catturerà in maniera più definita i dettagli della ripresa, belli o brutti che siano.

Ulteriori caratteristiche

Due voci assenti in questa scheda sono SNR (Signal to Noise Ratio, rapporto segnale-rumore) e Max SPL (Sound Pressure Level, livello di pressione sonora).

SNR è un dato da valutare quando acquistate un microfono a condensatore, che per costruzione può avere un significativo rumore intrinseco (self-noise): a parità di input in dB, un rapporto segnale-rumore più alto indica che nella registrazione troverete meno rumore e più segnale pulito (https://service.shure.com/s/article/condenser-microphone-self-noise-or-noise-floor?language=en_US).

Max SPL invece esprime il livello massimo di input in dB SPL che un microfono può sopportare prima di incorrere in distorsione. Stando a Shure, per l’SM58 siamo tra i 150 e 180 dB SPL, che è “il livello di rumore prodotto da uno shuttle in fase di lancio” (https://www.shure.it/musicians/discover/educational/10-things-might-not-know-sm58). Per questo motivo l’SM58 può anche essere usato per batterie, chitarre, fiati…posto che ve ne piaccia il suono!

Dopo i “semplici” numeri troviamo il grafico della tipica risposta in frequenza e del tipico diagramma polare.

Risposta in frequenza: il microfono come equalizzatore

Il grafico della risposta in frequenza mostra quella che è la curva di risposta del microfono a varie frequenze. Microfoni per misurazioni acustiche dovrebbero avere una curva più piatta possibile, mentre i microfoni per voci e strumenti hanno sempre caratteristiche peculiari, spesso chiamate colore.

Nel caso dell’SM58, la risposta alle frequenze sotto i 50 Hz va a scemare, mentre sono presenti dei bump, dei picchi, intorno alle frequenze alte tipiche della voce umana: in particolare tra i 2000 – 7000 Hz e tra gli 8000 – 10000 Hz. Questa è una vera e propria equalizzazione di fabbrica del microfono: ogni microfono per progettazione enfatizza o attenua certe frequenze, a seconda dell’uso previsto da parte del produttore.

L’enfasi su determinate frequenze aiuta a farle emergere ancor prima di inserire un equalizzatore nella catena degli effetti: scegliere un microfono piuttosto che un altro in fase di ripresa vi permetterà dunque di “scolpire” il suono già prima di entrare nel mixer.

È importante però ascoltare un microfono e non limitarsi a guardare un grafico, poiché questo colore tipico può essere o meno adatto alla sorgente che stiamo riprendendo. Un costosissimo microfono a condensatore potrebbe suonare, o suonarci, peggio sulla nostra voce rispetto a un più economico microfono dinamico, così come potremmo preferire il suono del Sennheiser a quello dello Shure.

Vi consiglio di informarvi se nella vostra zona ci sono service audio che noleggiano microfoni: dove lavoravo io c’era una valanga di 58, 57, Sennheiser, AKG C414 e anche altri più particolari. Se potete, provate più microfoni prima di scegliere quale usare.

Diagramma polare: il microfono come prevenzione di problemi acustici

Il grafico del diagramma polare tipico vi mostra invece la perdita di segnale in dB per determinate frequenze e posizioni rispetto alla capsula. Tornando a quello che dicevamo all’inizio, una stanza non trattata acusticamente presenterà riflessioni fastidiose, che un microfono molto sensibile e in particolare non cardioide potrebbe catturare insieme al segnale principale.

Se registrate con un microfono a condensatore, cardioide o meno, questo proprio per la sua maggiore sensibilità vi permetterà di riprendere in maniera molto dettagliata la voce, a fronte però di un potenziale lavoro più lungo nella DAW per rimuovere riflessioni sgradite.

Se usate invece un microfono dinamico cardioide, usate a vostro vantaggio la direzionalità offerta dal suo diagramma polare, e puntatene il retro verso la superficie da cui originano le riflessioni indesiderate; quello che comunque rientrerà nella registrazione risulterà molto attenuato rispetto a quanto catturato di fronte al microfono.

Voglio mostrarvi anche le prove fatte da Nicola Cecotti di Registriamoci: in questo video mette a confronto un microfono dinamico e uno a condensatore in una stanza non trattata. Vi farà vedere come lavora dopo la registrazione sul segnale acquisito per far emergere i dettagli maggiori che sono stati ripresi dal condensatore, mentre l’uso del dinamico ha per lui una perdita di dettaglio che non è facilmente recuperabile. Sperimentate anche voi, se potete!

Impedenza di uscita del microfono

Tornando un attimo al discorso dell’impedenza di uscita del microfono, sappiate che è un dato fondamentale quando andate a scegliere una combinazione di microfono e preamplificatore.

Lascio volentieri la parola in merito a Jurij Ricotti, che vi fa sentire bene come una diversa impedenza in ingresso sul preamplificatore incida sulla risposta del microfono a determinate frequenze:


Sperando di avervi aiutato a leggere una scheda tecnica di un microfono, chiudo tornando all’SM58.

Lo Shure SM58 non è solo uno dei microfoni più usati nei live, per la sua curva che enfatizza le voci e la sua direzionalità che riduce i rientri sgraditi sul palco e in studio: è anche fichissimo come lampadario.

Non ci credete? https://www.etsy.com/it/listing/833920459/hexa-shure-sm58-ciondolo