Se dopo aver registrato il tuo brano al meglio delle tue possibilità trovi che il suono che hai inciso non rispecchi quello che vorresti sentire, aspetta prima di cominciare a buttare plugin su plugin sulla tua traccia.

Spesso una delle prime cose da fare è aprire un equalizzatore, anche uno stock, e lavorare per correggere frequenze problematiche.

Oggi parliamo proprio di equalizzazione correttiva. Proprio come Michelangelo, che faceva emergere le sue sculture dal blocco di marmo davanti ai suoi occhi eliminando ciò che era di troppo, puoi utilizzare questa tecnica per sgrossare le tue tracce dalle frequenze in eccesso, che altro non fanno se danneggiare il risultato che hai in mente.

Quando è necessaria l’equalizzazione correttiva?

Quando pensi di avere un problema! L’equalizzazione correttiva è un metodo rapido e indolore per cercare risonanze, o in generale “robe” che spuntano troppo nelle tue registrazioni. È utilissima anche solo per creare spazio tra strumenti che lavorano su frequenze simili (vedi il mio articolo sulla equalizzazione speculare).

Non hai bisogno di alcun plugin particolare, la tua daw ti mette senza dubbio a disposizione uno o più equalizzatori stock con i quali puoi implementare questa tecnica.

Quello di cui NON hai bisogno è un plugin che “colori” il suono, magari aggiungendo saturazione o qualcosa del genere: proprio per questo ti suggerisco di usare l’equalizzatore di base della tua daw, visto che di solito non aggiunge nulla al suono originale.

Sweep and destroy

Per trovare e correggere eventuali problemi nel tuo suono (per esempio risonanze causate da una registrazione casalinga non ottimale), puoi agire in due modi. Anzitutto metti in solo la traccia sulla quale vuoi lavorare e crea un filtro di tipo notch con il tuo equalizzatore, con un Q molto stretto.

Puoi ora enfatizzarne il volume di qualche dB (all’inizio te ne serviranno tanti, per allenare le orecchie, più di sei; poi te ne serviranno sempre meno) e effettuare uno “sweep” sul range di frequenze che vuoi indagare. Appena trovi una frequenza particolarmente fastidiosa fermati e abbassala fino a quando senti scomparire l’effetto spiacevole.

Per sweep intendo muovere il filtro che hai creato lungo l’asse delle frequenze, dalle basse alle alte o viceversa. Le eventuali frequenze problematiche risulteranno enfatizzate grazie ai dB in più che hai applicato sul filtro.

Un altro modo per effettuare correzioni, che a me piace di più ma che è ugualmente efficace, è quello di creare il filtro notch già diminuendo il volume, invece che aumentarlo.

In questo modo, quando andrai a fare lo sweep, starai subito sottraendo suono alla traccia originale. Secondo me in questo modo è più facile capire se stai togliendo qualcosa di fastidioso (il suono risulterà più definito e piacevole) oppure qualcosa di essenziale (la tua traccia suonerà peggio invece che meglio).

Questo secondo approccio, questo “sweep and destroy”, come lo chiamano spesso gli anglofoni, al contrario, non esclude il primo! Sentiti libero di usarli tutti e due.

Ecco una canzone che parla di equalizzazione correttiva. In realtà no, ma fa lo stesso

Hai già provato a lavorare in questo modo con l’equalizzatore?