A volte ti appassioni a cose dal sapore fortemente home-made. In un mondo DIY come quello della registrazione casalinga, nel quale molti di noi cercano comunque di avvicinarsi alle superproduzioni dei mega studi esteri, i plugin di un piccolo produttore come Ugritone sono animati da una personalità lontana anni luce dalle pelli scintillanti di Superior Drummer e simili.

Lungi da me sputare su quel tipo di prodotto! Devo però dire che, forse affascinato dalla veste grafica super old-school dei loro plugin, Toni Kauko e Ron D. Rock (due finlandesi di cui il secondo trapiantato in Canada), hanno saputo creare esperienze immediate e vicinissime alla sensazione del sudore in sala prove.

Posseggo sia Riot Drums sia KVLT Drums II, due dei loro virtual instrument, e li ho comprati per prezzi davvero stracciati; se non sbaglio circa 5 € per Riot Drums e poco più per KVLT Drums II.

Con questi prezzi che tipo di qualità ci possiamo aspettare? Vediamolo insieme!

L’interfaccia di Riot Drums: la finestra principale

Riot Drums è un plugin di batteria virtuale molto semplice, la cui interfaccia è composta da tre finestre.

La finestra principale presenta una rappresentazione virtuale del kit, in una stanza che puzza di cantina già dall’immagine. Chi di voi è cresciuto in losche sale prove sicuramente riconoscerà l’atmosfera, senza dubbio satura di spettri dei punk passati tra quelle mura: poster sulle pareti, muri scrostati, una lampadina a incandescenza e basta.

La finestra principale di Riot Drums
La finestra principale di Riot Drums

Le tre tab in alto (Drums, Mixer e Routing) permettono di passare da una finestra all’altra, e nell’angolo in alto a sinistra ci sono dei controlli per ingrandire o rimpicciolire l’interfaccia del plugin.

In questa finestra, oltre a poter apprezzare il dubbio gusto di Ugritone nell’arredamento, è possibile sentire i suoni dei singoli elementi del kit cliccandoli con il mouse.

Il logo IMGL sul timpano rimanda al nome originale di Ugritone, It Might Get Loud Productions.

Il mixer

Nella seconda tab troviamo il mixer di Riot Drums.

Il mixer di Riot Drums
Il mixer di Riot Drums

Anche in questo caso, chi ha avuto modo di mettere le mani sui “mixerini” da palco o sui “mixeracci” da pezze al culo di alcune sale prove di periferia riconoscerà sicuramente lo stile. Un plauso particolare alla mancanza dei pot sulla seconda fila e ai led del master che non funzionano: io ho apprezzato moltissimo XD

In questa finestra troviamo una channel strip per ogni elemento del kit: cassa, rullante, tom 1, tom 2, tom 3 (timpano) e una bella selezione di piatti (hihat, 2 crash, 2 splash, china e ride).

I potenziometri presenti permettono di gestire per ogni traccia il livello nel relativo close mic (anche il close rear mic per cassa e rullante), oltre al panning e al livello nei due microfoni room e nei panoramici. Chiudono la channel strip i selettori per solo e mute. Cliccando due volte su un pot lo resettate.

A destra è presente un fader con cui è possibile regolare il master della batteria.

Possibilità di routing

Nella terza e ultima finestra di Riot Drums possiamo gestire il numero di canali utilizzati, assegnare i canali ai vari elementi del kit, modificare la mappatura MIDI e usare la comoda funzione Soundcheck.

La finestra di routing di Riot Drums
La finestra di routing di Riot Drums

In alto a destra troviamo la gestione dei canali: la modalità Songwriting invia tutti gli elementi del kit a una sola traccia stereo, mentre Simple Mixing e Matrix permettono di usare rispettivamente 6 e 16 tracce, alle quali mandare uno o più elementi a nostra scelta.

La scelta degli elementi da inviare su ogni traccia è fatta tramite la matrice che occupa la maggior parte della finestra: i numeri, che possono essere modificati con i tasti + e – oppure cliccandoci sopra, indicano la traccia di output del relativo pezzo del kit.

Io per esempio uso un canale diverso per ogni close mic e seleziono un solo output per Room Close, uno per Room Far e uno per Overhead; quindi in ognuno di questi tre avrò ogni elemento del kit, proprio come nelle vere registrazioni in studio. Se volessi aumentare o diminuire un certo elemento in uno di questi tre microfoni lo posso fare dalla finestra del mixer vista prima.

Sempre in alto trovate la modalità Soundcheck: cliccando su una delle voci del menu a tendina potete far fare al batterista virtual un vero e proprio check lento o veloce dei tamburi, dei piatti o di tutta la batteria. È comodissimo specialmente se avete selezionato più output e volete sistemare i livelli delle tracce nella vostra DAW, e il loop suonato fa davvero sala prove \m/

In basso troviamo i controlli necessari per rimappare le note MIDI corrispondenti ai singoli elementi.

Come suona Riot Drums?

Secondo me suona bene. Sicuramente suona bene per quello che costa!

Qui potete sentire la batteria, senza alcun tipo di processing e con i livelli tutti uniformi: i loop vengono da una libreria MIDI di Ugritone, anche questa in perfetto stile lo-fi con inciampi e colpi ammezzati vari 😀

Vi lascio anche un video delle sessioni di registrazione della batteria per Riot Drums e Anarchy Drums, un altro loro plugin: a me ne piace moltissimo l’atmosfera!

Spero davvero che vogliate dare una chance a Riot Drums: non è la batteria più bella del mondo, sicuramente non è la più varia, ma fa il suo sporco lavoro in modo molto sporco! Potete acquistare il plugin qui: https://ugritone.com/products/riot-drums (non ricevo nessun compenso per questo post).

Fatemi sapere che ne pensate 🙂