Quando usiamo plugin su una traccia possiamo decidere come istanziarli: se averli come effetti condivisi tra più tracce tramite i send (mandate a tracce ausiliarie) o se usarli solo per quella singola traccia (quindi come insert).

C’è differenza all’atto pratico tra queste modalità d’uso? Quando si sceglie una e quando l’altra?

Tipi di effetti e uso nei banchi analogici

Gli effetti applicabili alle tracce sono suddivisibili in tre grandi categorie: time-based, modulazione, effetti di dinamica.

Alla prima appartengono delay e riverberi, alla seconda le cose sfiziose tipo chorus e flanger e all’ultima compressori, limiter e simili.

Nei banchi analogici, così come nei mixer da palco vecchio stampo, sono presenti mandate (send) a tracce ausiliarie e ritorni (return) delle stesse, per l’utilizzo di effetti esterni; inoltre, spesso sul retro degli stessi banchi, ci sono delle connessioni chiamate insert che sono allo stesso tempo ingressi e uscite.

In queste situazioni per usare un processore di dinamica useresti un cavo che prende il segnale dall’insert della traccia, lo porta all’effetto e lo riporta indietro sullo stesso cavo alla traccia originale. Il segnale originale è completamente trasformato.

Per usare invece una unità come, per esempio, un riverbero, useresti una mandata esterna, della quale puoi gestire la quantità tramite apposito potenziometro; questa copia parziale della traccia viene elaborata e riportata indietro su una traccia aggiuntiva (il return, o anche una normale traccia stereo), che viene poi aggiunta al mix finale. Il segnale originale esiste ancora sulla traccia di partenza.

Gli insert quindi influiscono solo sulla traccia alla quale sono applicati, mentre ogni traccia ha a disposizione mandate da utilizzare per inviare segnale a un singolo processore di effetti time-based.

In una situazione tipo, un tecnico di mixaggio applica un determinato compressore a una traccia e un altro compressore a un’altra (insert diversi su tracce diverse), ma condivide l’unità di riverbero esterna tra più tracce tramite le mandate ausiliarie (send/aux).

Come agire nelle DAW

Abbiamo quindi visto che il send crea una copia del segnale, che viene elaborata da un processore esterno, che in una DAW è un plugin aggiunto sulla traccia ausiliaria; l’insert invece elabora il segnale in ingresso sulla traccia e lo porta al fader della stessa dopo averlo modificato.

Devi quindi scegliere se vuoi mantenere la traccia originale o se la vuoi modificare completamente. Nel primo caso, la scelta ricade sul send, nel secondo sugli insert.

Normalmente, se vuoi aggiungere del riverbero o del delay, li vuoi appunto aggiungere, non sostituire al segnale originale: sceglierai quindi di usare il send. Se invece hai necessità di controllare la dinamica di un segnale, in linea di massima vorrai processare l’intero segnale, e userai quindi un insert.

Visto che il segnale attraversa gli insert per poi arrivare al fader, è anche chiaro che ogni volta che metti un plugin in insert modifichi il segnale che gli arriva: se hai tre plugin a cascata in insert, ognuno riceve il segnale modificato dal precedente plugin e lo elabora a sua volta. Un caso classico è l’utilizzo combinato in insert di equalizzatori e compressori, per scolpire e controllare una singola traccia.

Un elemento da tenere presente nelle DAW è la quantità di CPU impiegata dagli effetti time-based, che normalmente è maggiore rispetto a quella usata dagli effetti di dinamica. Questo risparmio di risorse è uno dei motivi principali che portano a scegliere di condividere riverberi e delay tra più tracce tramite i send.

Qualche esempio d’uso

Prendiamo il caso dei riverberi. Se vuoi creare l’effetto di una band che suona in una stessa stanza, o su uno stesso palco in uno stadio enorme, sceglierai sicuramente un singolo riverbero da condividere tra i vari strumenti.

Il motivo è molto semplice: riverberi diversi suonano in maniera diversa! Se due persone sono in una stanza, i suoni che emettono sono riverberati alla stessa maniera, anche se magari in quantità differente: ecco che entra in gioco la quantità di segnale che invii al riverbero tramite il send.

Il riverbero che metterai sulla traccia ausiliaria deve essere al 100% wet: infatti stai inviando copie dei segnali originali che devono essere elaborate completamente per poi essere aggiunte al segnale originale.

Questo discorso vale per le cosiddette ambienze, ma non per i riverberi usati come effetti speciali. In questo caso, andrai a usarli in insert sulla traccia da effettare, gestendo la quantità di segnale da effettare tramite il controllo dry/wet del riverbero stesso. Avrai quindi un segnale che è parzialmente effettato e parzialmente originale: 100% dry indicherebbe l’assenza di riverbero e 100% wet l’assenza di segnale originale.

In uno dei miei ultimi mix ho proprio usato un riverbero molto lungo come effetto per il solo rullante: l’ho inserito sulla traccia dello stesso e ne ho gestito la percentuale dry/wet, oltre a creare una automazione dell’effetto stesso perché si attivasse solo in certi punti.

Considerazioni finali

Se impari a utilizzare i send a tuo vantaggio, avrai dei mix più ordinati e meno intensi sul tuo processore; puoi inoltre sempre modificare ulteriormente questi effetti sulle tracce ausiliarie, per esempio con delay o distorsioni, creando suoni particolari che hanno come unico limite la tua immaginazione.

Ricordati di sperimentare! Può sembrare strano, ma un processore time-based non suona nella stessa maniera se usato in send o in insert, visto che tutto dipende da come si somma al segnale originale o a come lo va a sostituire. Avrai sempre risultati diversi per combinazioni diverse di send e insert.

Ti do un suggerimento: fatti un template dove creare tracce ausiliari con effetti già inseriti. Così sarai pronto a utilizzarli aggiungendo semplicemente i send dalle tracce per gli effetti condivisi, e potrai comunque lavorare con gli insert sulle singole tracce per effetti speciali o di dinamica.

In un altro post ti ho parlato della compressione parallela, che è uno dei casi in cui un processore di dinamica viene usato, tramite send, su una traccia differente da quella originale: infatti, come per i riverberi, lo scopo qui è di aggiungere qualcosa al segnale di partenza, non di sostituirlo.

Come vedi quindi non esistono vere e proprie regole 🙂 Gioca, divertiti e crea musica, e fammi sapere come inserisci i plugin nel tuo mix!

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